Avere un sito web ottimizzato non basta: bisogna che contenga le informazioni giuste, pena sanzioni anche significative. La normativa italiana impone a chiunque abbia un’attività con Partita IVA di pubblicare sul proprio sito una serie di dati obbligatori, con requisiti diversi a seconda del tipo di soggetto giuridico e del tipo di sito.
In questo articolo vediamo esattamente cosa deve comparire sul tuo sito web per essere in regola con la legge, quali sono le normative di riferimento, cosa cambia per eCommerce e liberi professionisti, e quali sanzioni rischiano chi non rispetta gli obblighi.
Contenuti
ToggleLe normative di riferimento
Prima di entrare nel dettaglio dei dati da pubblicare, è utile capire da quali leggi derivano questi obblighi. I riferimenti principali sono tre.
Art. 2250 del Codice Civile: impone alle società di capitali (Spa, Srl, Sapa) di pubblicare sui propri spazi web le informazioni relative all’iscrizione nel registro delle imprese, sede legale, capitale sociale e altri dati identificativi.
Art. 2199 del Codice Civile: estende l’obbligo di indicare il numero di iscrizione al registro delle imprese a tutti i soggetti, nella corrispondenza e negli atti ufficiali, inclusi i siti web.
Art. 35 DPR n. 633/1972: obbliga chiunque eserciti attività d’impresa, arte o professione a indicare la Partita IVA in tutti i documenti e le comunicazioni, sito web incluso.
La legge italiana, come si sa, non ammette ignoranza: anche non conoscere questi obblighi non esime dalle sanzioni in caso di violazione.
Dati obbligatori per tipo di soggetto giuridico
Gli obblighi non sono uguali per tutti. Vediamo nel dettaglio cosa deve pubblicare ciascun tipo di soggetto.
Società di capitali (Spa, Srl, Sapa)
Le società di capitali hanno l’elenco più completo di informazioni da pubblicare:
| Dato | Obbligatorio |
|---|---|
| Ragione sociale | ✓ |
| Sede legale | ✓ |
| Recapiti (telefono, email, indirizzo) | ✓ |
| Partita IVA e Codice Fiscale | ✓ |
| Numero di iscrizione REA e provincia | ✓ |
| Capitale sociale (versato e sottoscritto) | ✓ |
| Eventuale stato di socio unico | Se applicabile |
| Assoggettamento a direzione e coordinamento | Se applicabile |
Società di persone (Snc, Sas) e cooperative
Per le società di persone i requisiti sono più snelli, ma comunque obbligatori:
- Ragione sociale
- Partita IVA e Codice Fiscale
- Numero di iscrizione REA e provincia
Ditta individuale e impresa individuale
- Partita IVA e Codice Fiscale
- Luogo di esercizio dell’attività
- Numero di iscrizione REA e provincia
Libero professionista
Per i liberi professionisti iscritti a un albo (avvocati, commercialisti, medici, architetti, ecc.) gli obblighi di base sono:
- Partita IVA e Codice Fiscale
- Luogo di esercizio dell’attività
- Ordine professionale di appartenenza e numero di iscrizione all’albo
Chi esercita una professione regolamentata deve anche indicare il titolo professionale e, ove previsto, la polizza assicurativa. Ne parliamo in modo più approfondito nel nostro articolo dedicato ai siti web per professionisti.
Associazioni e Onlus
Anche le associazioni che hanno un sito web devono pubblicare denominazione, sede legale, codice fiscale e, se applicabile, il numero di iscrizione al Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS).
Un consiglio pratico: pubblica tutto, anche se non sei obbligato
Come evidenziato dalla normativa, alcuni obblighi si applicano solo a certi tipi di soggetti. Tuttavia, il nostro consiglio è sempre lo stesso: pubblica tutti i dati relativi alla tua attività, anche quelli che tecnicamente non sarebbero obbligatori per il tuo caso.
Il motivo è duplice. Da un lato eviti qualsiasi rischio di contestazione. Dall’altro, la trasparenza aumenta la fiducia degli utenti che visitano il sito: un’azienda che mostra chiaramente chi è, dove si trova e come contattarla trasmette credibilità. I dati aziendali vengono generalmente inseriti nel footer del sito, rendendoli sempre accessibili da qualsiasi pagina.
Dati obbligatori per i siti eCommerce
Se hai un sito eCommerce, gli obblighi si moltiplicano. Oltre a tutti i dati aziendali sopra elencati, un negozio online deve obbligatoriamente pubblicare anche:
- Condizioni generali di vendita
- Prezzi chiari e completi (IVA inclusa)
- Eventuali dazi, tasse o spese aggiuntive
- Costi e modalità di spedizione
- Tempi di consegna stimati
- Modalità di reso, recesso e reclamo
- Diritto di recesso (14 giorni per i consumatori privati, ai sensi del Codice del Consumo)
- Organo competente per la risoluzione delle controversie
- Autorità di vigilanza (se applicabile per il settore)
La normativa sugli eCommerce deriva principalmente dal Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) e dalla Direttiva europea sui diritti dei consumatori. La mancata pubblicazione di queste informazioni può comportare sanzioni da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) e invalidare i contratti di vendita. Ne parliamo più nel dettaglio nel nostro articolo su come funziona un sito eCommerce.
Privacy Policy e Cookie Policy: obblighi separati
Ai dati aziendali si affiancano altri due documenti obbligatori per qualsiasi sito web che raccoglie dati degli utenti: la Privacy Policy e la Cookie Policy. Questi non derivano dal Codice Civile ma dal GDPR (Regolamento UE 2016/679) e dalle linee guida del Garante della Privacy italiano.
In pratica, quasi ogni sito web ne ha bisogno: basta avere un form di contatto, Google Analytics, o un semplice banner cookie per rientrare nell’obbligo. Abbiamo dedicato un articolo completo a questo tema che ti consigliamo di leggere: GDPR e Privacy Policy sul sito web.
Indirizzo PEC: obbligatorio o no?
È una delle domande più frequenti. La risposta dipende dal tipo di soggetto.
Società di capitali e imprese individuali iscritte al registro delle imprese sono obbligate ad avere un indirizzo PEC attivo e comunicarlo al registro delle imprese. Pubblicarlo sul sito web non è tecnicamente obbligatorio per legge, ma è fortemente consigliato: aumenta la trasparenza e può essere richiesto da enti pubblici o partner commerciali per comunicazioni ufficiali.
Liberi professionisti iscritti a un ordine sono in genere tenuti ad avere una PEC, ma le regole variano da ordine a ordine.
Le sanzioni per chi non è in regola
Ignorare gli obblighi di pubblicazione ha conseguenze concrete. Le principali sanzioni previste sono:
Mancata indicazione della Partita IVA: sanzione amministrativa da 200 a 2.000 euro (art. 35 DPR 633/1972).
Violazione degli obblighi previsti dall’art. 2250: sanzione amministrativa a carico degli amministratori della società, variabile in base alla gravità della violazione.
Violazioni GDPR (Privacy Policy e Cookie Policy assenti o non conformi): sanzioni che possono arrivare fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato globale annuo. Ne parliamo in dettaglio nell’articolo dedicato al GDPR.
Violazioni del Codice del Consumo per eCommerce: sanzioni dell’AGCM che possono raggiungere cifre significative, oltre alla possibilità di invalidazione dei contratti di vendita stipulati senza le informazioni obbligatorie.
Accessibilità dei siti web: il nuovo obbligo dal 2025
Dal 2025 è entrato pienamente in vigore in Italia l’obbligo di accessibilità dei siti web per le imprese private con fatturato superiore a 500 milioni di euro, in attuazione della Direttiva europea sull’accessibilità (EAA). Per le aziende più piccole l’obbligo non è ancora cogente, ma è una tendenza normativa destinata ad espandersi.
L’accessibilità riguarda la capacità di un sito di essere fruibile da persone con disabilità visive, uditive, motorie o cognitive: testi alternativi alle immagini, navigazione da tastiera, contrasto cromatico adeguato, sottotitoli per i video. Ne parliamo in modo approfondito nel nostro articolo dedicato all’accessibilità dei siti web.
Come tenere il sito sempre aggiornato e conforme
Le normative cambiano, e un sito che oggi è in regola potrebbe non esserlo domani se non viene aggiornato. Questo vale per i dati aziendali (in caso di cambio sede, ragione sociale o forma giuridica), per la privacy policy (ogni volta che si aggiunge uno strumento che raccoglie dati) e per le condizioni di vendita (in caso di variazioni nei servizi o nei prezzi).
Per questo motivo, la manutenzione periodica del sito non riguarda solo gli aspetti tecnici, ma anche la verifica della conformità normativa. Nel nostro servizio di gestione e manutenzione siti WordPress includiamo anche il monitoraggio di questi aspetti, in modo che il sito resti sempre aggiornato senza che il cliente debba preoccuparsene.
Il tuo sito ha tutti i dati obbligatori?
Se non sei sicuro che il tuo sito contenga tutto ciò che è richiesto dalla legge, è il momento di verificarlo. Un controllo rapido può evitarti sanzioni e, soprattutto, trasmettere fin da subito la massima trasparenza ai tuoi visitatori.
Per tutti i siti che realizziamo nella nostra web agency a Bergamo, la verifica e l’inserimento di tutti i dati obbligatori è parte integrante del progetto. Se vuoi un controllo sul tuo sito esistente, contattaci per una valutazione gratuita.



