Frequenza di Rimbalzo: 9 Modi per Ridurla

frequenza di rimbalzo

Alto bounce rate: come risolverlo?

Uno dei pochi indicatori di performance del sito che si vorrebbe mantenere basso, piuttosto che alto, è il Bounce Rate. La frequenza di rimbalzo è una buon metro di paragone per misurare la qualità del traffico del tuo sito web, in quanto mostra quanti visitatori lasciano subito il sito senza esplorare le tue pagine e senza che restino coinvolti nei tuoi contenuti.

Perché questa cosa dovrebbe interessarti? Perché influisce direttamente sulle prestazioni del tuo business e sulle conversioni. Se ti sforzi molto per portare le persone sul tuo sito, ma queste se ne vanno nel momento in cui sono entrate senza avere la possibilità di vedere il tuo bel portfolio, gli articoli divertenti e i pacchetti interessanti – Huston, abbiamo un problema.

Ma prima che inizia a farti prendere dal panico, vediamo come stai andando.

Cos’è la frequenza di rimbalzo e come si calcola?

La frequenza di rimbalzo può essere definito come il rapporto tra il numero delle sessioni degli utenti che hanno visto solo una pagina web senza compiere azioni e il numero totale delle sessioni di una pagina.

Calcolo della frequenza di rimbalzo
Calcolo della frequenza di rimbalzo

Facciamo un esempio:

Se il tuo sito riceve 1.000 visite nel corso di un mese e 500 di queste lasciano il sito dopo aver visualizzato la home senza compiere altre azioni, il bounce rate del tuo sito è pari al 50%.

Frequenza di rimbalzo in Google Analytics

Se stai leggendo questo articolo, sicuramente ti interessano le performance del tuo sito e stai monitorando tutto il tuo traffico e gli indicatori chiave in Google Analytics, dico bene?

Vai al tuo account Google Analytics e sotto Acquisizione >> Panoramica, troverai informazioni generali sul tuo Bounce Rate per il traffico proveniente da diverse fonti.

Per informazioni più approfondite su ogni pagina, vai alla scheda Comportamento >> Contenuti del sito >> Tutte le pagine. Controlla i diversi periodi di tempo, per una migliore comprensione.

frequenza di rimbalzo Google Analytics
Esempio di frequenza di rimbalzo Google Analytics

Cos’è una buona percentuale di frequenza di rimbalzo?

Non c’è un numero d’oro. Una buona frequenza di rimbalzo è inferiore a quella della settimana prima. In media, una frequenza di rimbalzo compresa tra il 40 e il 60% è considerata accettabile.

Se la percentuale di rimbalzo è inferiore al 5%, non affrettarti a fare danze di gioia: questo basso risultato non è dovuto alle vostre capacità da guru del blogging e del SEO (e non sto dicendo che non lo sei, eh!). Molto probabilmente o hai aggiunto il tuo codice Google Analytics due volte sulla tua pagina o l’hai smarrito (dovrebbe essere nella tua intestazione, non nel piè di pagina) e sta incasinando tutte le tue statistiche.

Leggi tutti gli aggiornamenti di Google Analytics 4 nel nostro articolo.

Puoi verificare se hai un codice Google Analytics duplicato aprendo il tuo sito nel vostro browser, ad esempio Chrome.

  1. 1. Vai alla scheda Visualizza >> Sviluppatore >> Visualizza il codice sorgente. Questo aprirà una nuova finestra con un sacco di codice che forma il tuo sito.
  2. Apri il tuo account Google Analytics e copia il tuo codice di tracciamento.
  3. Sulla pagina del codice sorgente, fai una ricerca del codice di tracciamento.
  4. Se lo trovi più di una volta, ecco il problema. Per risolvere il l’inghippo, ti consigliamo di chiedere aiuto al tuo sviluppatore.

Con Google Chrome si può anche utilizzare l’estensione di Google Tag Manager. Ti darà tutte le indicazioni su eventuali problemi con il codice di analisi nel tuo sito. Basta installarlo, poi cliccare su “enable“, registrarsi e poi aggiornare la pagina. Et voilà!

9 modi per abbassare il tuo Bounce Rate

Infine, passiamo all’azione e impariamo a conoscere i modi per diminuire la frequenza di rimbalzo del tuo sito.

Mantenere alta la curiosità dei visitatori del sito aumenta le possibilità di essere contattati e di iniziare una relazione con loro. Il resto è storia, o meglio le tue capacità di vendita, ma questo è un argomento completamente diverso.

Quindi, ecco 9 modi per migliorare la tua frequenza di rimbalzo:

  1. Velocità di caricamento del sito – uno dei motivi più comuni per cui gli utenti se ne vanno dal tuo sito web è perché è una tortura il dover aspettare che si carichi correttamente. Aggiungiamoci una scarsa connessione internet e l’idillio è finito. Quindi controlla la velocità del tuo sito e correggi il problema, se è troppo lento. Un hosting performante può migliorare notevolmente la velocità del tuo sito web. Ecco la nostra guida alla scelta del migliore hosting per siti web.
  2. Design pulito e leggibile – Supponiamo che ci siano voluti solo 1-2 secondi per accedere al tuo sito web. Cosa vede l’utente? Ha un bell’aspetto? È piacevole alla vista e facile da leggere? Se ci sono troppi colori, testo, chiamate alle azioni o fastidiosi pop-up, dì addio ai tuoi visitatori. Il design gioca un ruolo importante quando un utente decide se è interessato ad esplorare ulteriormente o meno. Ecco le ultime tendenze di web design 2020.
  3. Linkage – Collega sempre i tuoi utenti ad altri post correlati all’interno dei tuoi articoli. Dai loro contenuti più rilevanti e ricordati sempre di aprire ogni nuovo link esterno in una nuova finestra/tab. Un errore comune, soprattutto con i link esterni: perché dovresti allontanare i tuoi lettori dal tuo sito web?
  4. Valorizza l’engagement – Incoraggia i lettori del tuo sito web a commentare e a interagire con i post del blog. Perché? Perché quando un utente lascia un commento sotto il tuo post sul blog, la pagina si aggiorna aggiungendo contenuto. Infatti, ogni utenti che commenta il tuo articolo o visita un’altra pagina del sito web, diminuisce la tua frequenza di rimbalzo.
  5. Newsletter – se sei un fan delle newsletter e ti piace interagire e condividere contenuti con i tuoi utenti, aggiungi un modulo di iscrizione alla newsletter. Questo aiuta a costruire una mailing list che porterà più traffico al sito quando invii una nuova email. Inoltre, quando gli utenti si iscrivono, di solito vengono reindirizzati ad una pagina di conferma o di ringraziamento.
  6. Pagina 404 – Gli errori accadono, gli articoli possono essere cancellati o archiviati, e c’è sempre una piccola possibilità che i tuoi utenti finiscano su una pagina di errore 404. Se è brutta e non ragionata, l’utente se ne va. Se ne hai creata una divertente, interattiva e/o bella, che include alcuni link e consigli utili, le probabilità che il tuo utente rimanga e navighi di più sono elevate.
  7. La tua pagina CHI SIAMO – Dopo la Home e i Servizi, questa è la pagina più visitata, perché la gente è curiosa di saperne di più su chi sei. Assicurati di averne una, che abbia un bell’aspetto e parli con i tuoi clienti target. Dopo tutto, sono quelli che vuoi attirare.
  8. Call to Action – le chiamate all’azione guidano gli utenti agli obiettivi del proprio sito web. Una call to action può essere un pulsante o un collegamento ipertestuale, purché raccomandi ai visitatori cosa fare/vedere sul tuo sito.
  9. Click Bait & Keywords – usa parole chiave pertinenti. Se, per esempio, compari su Google per la chiave “Viaggio di Nozze a Bali”, ma sul tuo articolo non c’è una singola immagine o un singolo contenuto che supporti questa ricerca, molto probabilmente l’utente se ne andrà immediatamente, sentendosi deluso e ingannato. Fai attenzione e non usare keywords e titoli ingannevoli.

Conclusioni

Il bounce rate ci fornisce informazioni essenziali per ottimizzare il nostro sito web. Sapere se gli utenti gradiscono il contenuto della pagina e se quest’ultima è costruita al meglio sono tutti fattori che influenzano notevolmente il tuo business.

Attraverso la frequenza di rimbalzo possiamo sapere quanti utenti hanno abbandonato il nostro sito e in quale lasso di tempo. Analizza attentamente questa metrica di performance perchè può fare la differenza tra un sito web che funziona e uno amatoriale.

Come sempre, se hai bisogno d’aiuto o se credi d’aver bisogno della nostra esperienza, trovi i nostri contatti in calce!

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